Octavians Monfort
Autore
Octavians Monfort
Data
XVIII secolo
Categoria
Dipinti
Maggiori informazioni

Natura morta

Dipinti tempera su pergamena

Dott. Cav. Arabella Cifani
Storico ed esperto d’Arte
Perito d’Arte del Tribunale
di Torino
Iscritta al Ruolo dei Periti e degli Esperti della Camera di Commercio
di Torino

Octavianus Monfort (Attivo a Torino: 1646 – 1696)
Due Nature morte con frutti e fiori
Entrambe: Tempera su pergamena
Misure con la cornice: 76,5 x 60,5
Cornici originali scolpite e dorate

Il pittore Octavianus Monfort era noto fino al 1990 solo attraverso un gruppo di miniature, firmate e datate, raffiguranti nature morte, che si scalavano cronologicamente fra 1680 e 1689; e per una serie di miniature firmate ma non datate, sempre raffiguranti nature morte o, in qualche caso, scene sacre.
I nostri studi (1990) hanno in seguito permesso di scoprire un fondamentale documento che lo riguarda: una Patente di favore della duchessa Cristina di Francia il 24 marzo 1646; in essa si dichiara che il “vassallo Ottaviano Monforte fatto studio della miniatura e fatto profitto non mediocre in quella” riceverà per tale motivo una pensione annuale di 1200 lire d’argento. Il documento sposta di almeno 34 anni all’indietro l’attività del pittore, che nel 1646 risulta essere personalità già formata ed attiva; la Patente è anche preziosa testimonianza di un preciso gradimento della sua arte da parte della corte sabauda all’inizio della sua carriera. Nell’occasione del nostro studio del 1990 abbiamo anche rinvenuto l’atto di morte del pittore, avvenuta a Torino il 10 maggio 1696.
Monfort fu molto attivo a Torino. La sua pittura, decorativa e sempre molto ben riconoscibile sul piano stilistico per via della fine trattazione dei dettagli e per il delicato effetto “soffiato” del colore, fu assai imitata e gli epigoni sono numerosi e al presente non sempre ben identificabili.
Il citato documento del 1646 testimonia dunque che l’attività di Monfort si estende per circa un cinquantennio; le opere note datate si scalano invece, per ora, solo nel decennio ‘80-‘90 del Seicento: mancano pertanto riferimenti allo stile giovanile dell’artista e a quello ancora più tardo che giunge fino all’anno della morte (1696). La quantità di opere del Monfort note sia in collezioni pubbliche che private è molto alta: considerando che per eseguire pergamene di tale tipo e con tanta finitezza di dettagli era necessario non poco tempo, riteniamo che Monfort abbia potuto avere un atelier proprio nel quale allievi abbiano coadiuvato il maestro nella creazione di dipinti, che in Piemonte conobbero una costante fortuna di mercato per tutta la seconda metà del Seicento.
Le due raffinate ed inedite miniature su pergamena, qui oggetto di studio, opere di particolare finezza e qualità, sono opere autografe e originali del Monfort.
Raffigurano entrambe le opere due fruttiere di metallo dorato e cesellato, con frutta e fiori appoggiati su due ripiani dipinti ad imitazione di un marmo venato. In una fruttiera sono adagiate pere, mele, uva, prugne violette, nocciole, funghi, aquilegie, rose muschiate e una rosa canina. Nella seconda vi è un grosso cedro, uva nera, mele, pere, castagne, mazzetti rossi di giuggiole, nespole. Fra i fiori un garofanino, pervinche, anemoni rose.
Lo sfondo è scuro e sfumato e su di esso le vivaci immagini dei frutti, dei fiori risaltano piacevolmente. Le due pergamene presentano uno stile ben preciso e riconoscibile, delicato nel colore ma robusto di segno, con una forte marcatura degli effetti volumetrici e chiaroscurali del frutti. Sono da collegare strettamente alle pergamene già nel Castello dei Roero di Settime, che furono esposte alla mostra del Barocco piemontese del 1963 ed avviarono gli studi critici sull’artista e ad altre opere analoghe passate sul mercato antiquario nel corso dei decenni.


Octavianus Monfort, Natura morta
Mercato antiquario, già nel Castello di Settime

 


Octavianus Monfort, Natura morta
Mercato antiquario, già nel Castello di Settime

Appaiono infatti strette analogie nella struttura delle composizioni e del semplice tavolo su cui sono appoggiate, nel festoso e variegato affollamento di frutti e fiori, nel fondo scuro e sfumato. Anche i delicati passaggi tonali sono quelli del Monfort, con le ombre colorate (una sua peculiarità che lo rende ben distinguibile), le sagome dei frutti e fiori ritagliate sul fondo scuro e anche i piani marmorei d’appoggio, che in questo caso vengono realizzati con pennellate piccole e fitte.

Le due pergamene evidenziano anche il percorso culturale del Monfort, nel quale l’influsso di Giovanna Garzoni, di Nicolas Robert e di Carlo Conti appare molto forte. Monfort conosceva assai bene le miniature di Giovanna Garzoni (attiva per la corte sabauda fra 1632 e 1637); in particolare, appare dipendere dalla illustre miniaturista marchigiana soprattutto per la tecnica, delicatamente espressa con una pittura granulare e puntinata, e per la trattazione di elementi naturalistici come i fiori, molto vicini per stile a quelli che realizzava la grande artista. A Torino in epoca secentesca, sia nella prima metà del secolo che nella seconda, furono molti i pittori attivi nel settore delle pergamene istoriate con nature morte, a volte con l’aggiunta di altri elementi, prevalentemente sacri. Nei due quadri sono presenti, inoltre, anche influssi ed aggiornamenti culturali di stampo francese, soprattutto con riferimenti ai modi del parigino Louis Moillon (1609/10 -1696).
Significativo anche il retaggio dall’ancor poco noto Carlo Conti, pittore appartenente ad una famiglia di artisti di origine romana attivo a Torino come autore di nature morte e scenografie fra dal 1626 al 1680, e morto nella città subalpina nel 1685. Conti, di cui si conoscono pergamene miniate e firmate con nature morte, che evidenziano una contiguità non casuale con l’opera del Monfort, fu forse alle origini dello sviluppo del genere in Piemonte.


Louis Moillon, Natura morta,
Mercato antiquario


Carlo Conti, firmato
Natura morta, collezione privata

Monfort delinea dunque la composizione delle nature morte con stile ben preciso e riconoscibile, delicato e soffuso, con una forte marcatura degli effetti volumetrici e chiaroscurali del frutti. Molto attenta la ricerca sulle ombre portate, che contribuisce ad aumentare l’effetto plastico.
La datazione delle due opere appare prossima a quella di una pergamena firmata e datata 1685.


Octavianus Monfort, Natura morta
Firmato e datato 1685
Collezione privata

Monfort si appoggiava ad uno scultore in legno, ancora sconosciuto, che gli preparava le belle cornici intaglia e dorate che decorano solitamente le sue opere.
Dobbiamo sottolineare che quelle di questi due dipinti, autentiche in ogni dettaglio, compreso l’anello con cui venivano appese al muro, sono di particolare bellezza, e rappresentano due ricche ghirlande di frutti e foglie, ritorte su sé stesse e fermate agli angoli del quadro da nastri. L’effetto plastico è notevolissimo e possiamo affermare che le cornici siano certamente fra le più belle che ornano opere del Monfort.
Proponiamo, qui di seguito, alcune opere di Monfort transitate sul mercato antiquario, che consentono confronti significativi., sia per le cornici, che per la composizione che per le alzatine in metallo ove sono collocati frutti e fiori.

Octavianus Monfort, Natura morta
Mercato antiquario

Octavianus Monfort, Nature morte
Museo Civico di Palazzo Mazzetti Asti


Octavianus Monfort, Nature morte, Casa d’Aste Della Rocca

Octavianus Monfort, Natura morta
Mercato antiquario

Octavianus Monfort, Natura morta
Mercato antiquario


Octavianus Monfort, Natura morta, Collezione privata

Octavianus Monfort, Natura morta
Firmato Collezione privata

Considerata la loro particolare importanza, le due opere saranno oggetto di segnalazione specifica all’interno di un nostro studio su temi e novità della natura morta piemontese.

Bibliografia:
Paride Chiapatti, Marco Rosci, Octavianus Monfort, Torino 1985;
Scheda di Andreina Griseri, “Octavianus Monfort”, in: AA.VV., La natura morta in Italia, tomo primo, Milano 1989, pp. 189-191;
Diana Trionfatrice. Arte di corte nel Piemonte del Seicento, Torino 1989, scheda Octavianus Monfort, a cura di Silvana Pettenati, pp. 145-146;
Arabella Cifani, Franco Monetti, “Il vassallo Ottaviano Monforte”, in: Arte e artisti nel Piemonte del Seicento. Nuove scoperte e nuovi orientamenti, Torino 1990, pp. 165-66;
A. Cifani, F. Monetti, I piaceri e le grazie. Collezionismo, pittura di genere e di paesaggio fra Sei e Settecento in Piemonte, Torino 1993, vol. I e II, ad vocem Monfort, ivi ulteriore bibliografia;
Le collezioni civiche di Asti: materiali di studio per il riallestimento, a cura di Elena Ragusa e Andrea Rocco, Asti 2001, pp. 147-149.


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